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Il Digital Divide in Italia

Viviamo in un’epoca in cui Internet e le tecnologie digitali non sono più solo strumenti opzionali: sono parte integrante della vita quotidiana, della scuola, del lavoro, dei servizi pubblici, della partecipazione civica. In Italia l’accesso alla rete e la capacità di usarla non sono garantiti in modo uniforme. Il rischio concreto è che si allarghi un divario: chi è connesso e competente digitalmente può beneficiare di opportunità, chi non lo è rischia esclusione.

Il Digital Divide si manifesta in due forme:

Il Divide Infrastrutturale

Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto passi avanti significativi nell’estensione delle infrastrutture digitali: la copertura in fibra ottica fino all’abitazione (FTTH / FTTP) è cresciuta in modo consistente. Secondo i dati 2024, la copertura FTTH ha raggiunto il 70,7% delle famiglie. Questa media nasconde forti disuguaglianze: la copertura nelle cosiddette “aree bianche” — ossia zone rurali o poco densamente popolate, spesso trascurate dagli investimenti privati — è aumentata, ma la penetrazione resta inferiore rispetto alle aree urbane.

Area / Paese / Categoria Copertura fibra (FTTH/FTTP) / Accesso Internet / Connettività
Italia (famiglie, 2024) 70,7% FTTH
Italia — aree rurali / “aree bianche” Copertura incrementata, ma inferiore alla media nazionale
UE (nello spazio urbano, 2023). 95% delle famiglie nelle città ha accesso a Internet
UE (aree rurali, 2023). 91% delle famiglie in aree rurali ha accesso a Internet

Garantire a tutte le famiglie l’accesso a Internet ad alta velocità significa garantire pari opportunità di partecipazione: allo studio, al lavoro, all’accesso ai servizi pubblici e privati, all’informazione, alla partecipazione civica. In un mondo in cui molti servizi (scuola a distanza, moduli online per la pubblica amministrazione, smart working, e-commerce, telemedicina) si svolgono via Internet, l’assenza di connettività non è solo un disservizio: può diventare esclusione sociale. Per questo, l’infrastruttura di rete non deve essere vista solo come un “bene di mercato”, ma come un elemento essenziale di infrastrutturazione sociale e territoriale.


L’Alfabetizzazione Informatica

Avere una buona rete non basta se le persone non sanno usarla: la seconda dimensione del Digital Divide riguarda, infatti, le competenze digitali.

Secondo l’ultimo rapporto ISTAT in Italia solo il 45,7% delle persone tra 16 e 74 anni che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi possiede competenze digitali almeno di base. Questo valore è ben al di sotto della media europea (circa 55–56%).

Emergono forti disuguaglianze legate a titolo di studio, genere, condizione lavorativa. Ad esempio, tra gli adulti 25–54 anni con istruzione terziaria, il 77,6% ha competenze digitali di base; tra quelli con istruzione bassa (licenza media o meno), solo il 26,4%.

Percentuale della popolazione italiana che possiede competenze digitali di base.

46%

Le Soluzioni

Ridurre il Digital Divide non è semplice, ma l’Italia sta portando avanti varie iniziative importanti. Di seguito ho raccolto quelle che, secondo me, sono le più significative e che possono davvero aiutare a diminuire il divario, sia sull’infrastruttura della rete che sulle competenze digitali delle persone.

  1. Corsi di alfabetizzazione digitale per adulti.
  2. Potenziare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione
  3. Progetti digitali nelle scuole

1) Molti comuni, scuole e centri culturali organizzano lezioni dedicate alle fasce d’età che hanno più difficoltà con la tecnologia. Si insegnano le basi: come usare uno smartphone, come navigare in sicurezza, come prenotare online un servizio pubblico.


2) Più la scuola, il comune e gli uffici statali offrono servizi digitali chiari e facili da usare, più le persone imparano a utilizzarli. A volte non è solo un problema di competenze, ma di piattaforme che devono essere semplici e intuitive.


3) Quando gli studenti si abituano a usare le tecnologie in modo attivo (non solo per intrattenimento), diventano cittadini digitali più consapevoli.